Siamo sicuri che molti dei nostri visitatori avranno notato, passeggiando tra le sale del Museo, la gran quantità di orologi esposti, che costituivano parte della ancor più ricca collezione dell’arciduca. Massimiliano infatti possedeva numerosi strumenti segnatempo, dai più semplici e sobri a quelli più elaborati e preziosi; questi, se da un lato garantivano una rigorosa organizzazione delle attività nel Castello, dall’altra consentivano a Massimiliano, noto collezionista, di dare sfogo alla sua passione per il bello e per l’esotico. Ne è un esempio l’orologio da mensola di manifattura francese che si conserva nel salottino giapponese, in cui lo strumento è allocato sul dorso di un elefante in bronzo con la testa e la proboscide rivolte verso l’alto, in direzione di una piccola scimmietta dorata che fissa l’orizzonte con sguardo assorto.

Quello degli animali esotici è uno dei più caratteristici e ricorrenti nel repertorio di cineseria europea e fonte d’ispirazione tra le più disparate. Un orologio con elefante in bronzo molto simile è quello di Miramare è stato esposto anche a Palazzo Pitti in una recente mostra.